Alla scoperta del Parco Culturale Ecclesiale di Agrigento tra arte e fede
La storia di Montevago si inscrive, come quella di molti comuni della zona, nel tremendo sisma che sconvolse la Valle del Belice nel 1968. Una furia distruttrice che in una notte spazzò via i quartieri, le pregevoli chiese e gli edifici storici che adornavano questo piccolo borgo fondato nella metà del XVII secolo. All’indomani del terremoto ben poco restava dell‘antico centro urbano ma gli abitanti non si persero d’animo: si rimboccarono le maniche e ne costruirono uno nuovo a poca distanza dalle macerie. La scelta di questa prossimità fu dettata dal desiderio di mantenere una vicinanza fisica, simbolica e spirituale sia ai propri cari, periti nella catastrofe, sia ai luoghi religiosi, dentro e attorno ai quali si era svolta per secoli la vita della comunità. Dalla immane distesa di rovine dell’antico borgo sporgevano, tuttavia, le poderose colonne della ottocentesca Chiesa Madre, rimaste miracolosamente in piedi quasi a voler restituire speranza e fede nel futuro alla comunità di Montevago.
Oggi, grazie a un importante progetto di recupero, è stato completato il restauro dei preziosi resti della Chiesa Madre: un opera iniziata con la rimozione dei blocchi rimasti dopo il crollo, il consolidamento delle colonne e la risistemazione della pavimentazione per consentire in totale sicurezza la fruizione ai visitatori. Una simbolica, quanto tangibile, restituzione di un luogo in cui è sedimentata la memoria culturale e religiosa della comunità di Montevago per farne patrimonio condiviso da consegnare alle nuove generazioni.
Prima di raggiungere l’attuale paese, infatti, ad accogliere i visitatori si ergono i resti colonnati di un’architettura imponente: quelli della Chiesa Madre di Montevago. La monumentale Chiesa Madre fu costruita per volontà del Principe Giovanni Gravina Moncada tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800 inglobando ciò che restava della preesistente chiesa del SS. Crocifisso o del Purgatorio dedicata agli Apostoli Pietro e Paolo. Di questa antica chiesa preesistente, durante i lavori di recupero, è emerso il “Putridarium” o Purgatorio: le suggestive cripte in cui venivano lasciati ad essiccare i corpi dei defunti prima di essere inumati.
Dalle documentazioni esistenti emerge che Chiesa Madre aveva cinque portali ed uno stile neoclassico, articolata su due ordini e accompagnata da due alti campanili sormontati da cuspidi, al cui interno le scale a chiocciola consentivano l’accesso alla sommità. Nel campanile di destra era posto un orologio, visibile su due lati, alimentato da un sistema meccanico ad ingranaggi, divenuto particolarmente caro, oltre che utile, alla cittadinanza con il suo perenne scandire le ore della vita quotidiana. L’interno della Chiesa Madre, dall’ impianto a croce latina, si snodava su tre navate con cappelle laterali.
La navata centrale, più ampia e più alta, era sorretta da robusti pilastri che sorreggevano imponenti archi a tutto sesto. Le pareti dell’abside erano decorate con affreschi raffiguranti storie bibliche, mentre nelle cappelle laterali vi si trovavano degli altari adornati con dipinti e statue. Un autentico gioiello d’arte e fede di cui restano alcuni mirabili resti capaci di offrire ai visitatori un percorso intenso ed emozionante non solo nella memoria ma anche nel rinnovamento umano, sociale e spirituale del territorio agrigentino.
La Chiesa Madre di Montevago, fa parte del Parco Culturale Ecclesiale di Agrigento: vi invitiamo a utilizzare i contatti riportati qui sotto per ottenere tutte le informazioni, prenotare visite, calcolare il percorso.
Chiesa Madre di Montevago: sono disponibili su prenotazione visite guidate ai resti della Chiesa Madre di Montevago. Per maggiori informazioni contattare:
Tel. +3909221757749
Le coordinate sotto riportate individuano i ruderi della Chiesa di Montevago, 92010 Montevago (Agrigento)
Le icone sulla mappa individuano altri punti di riferimento utili: fai clic sulle icone dove sono presenti per visualizzare ulteriori informazioni.
GPS
N 37° 42' 21.96''
E 12° 58' 16.32''
Google maps
37.70610, 12.97120
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