Miti e Leggende

Dedalo, Minosse e Kokalos

Dedalo chi era? Perché Dedalo è definito architetto e aviatore? Per rispondere bisogna intraprendere un viaggio fra mito e storia, fra Creta e Agrigento. In un tempo assai lontano, alcuni secoli prima dell’epica guerra di Troia, il territorio di Agrigento era già luogo di scambi commerciali fra i popoli che allora vivevano in queste zone, come i Sicani, e le genti dell’Egeo, come gli Achei e i Cretesi. Monte Grande, ovvero Punta Bianca, i Monti Sicani e la Valle del Platani furono i principali centri di un florido scambio non solo commerciale ma anche culturale. Lo testimoniano i resti di un antichissimo emporio Sicano sulla costa agrigentina di Cannatello e i numerosi reperti custoditi nel Museo Archeologico di Agrigento. Altre testimonianze sono le tombe a “thòlos” (a cupola), di chiara ispirazione micenea, nei pressi di Sant’Angelo Muxaro come la “Tomba del Principe”: la tomba protostorica più grande della Sicilia ed alcuni reperti in essa ritrovati ed esposti al Museo Archeologico di Sant’Angelo Muxaro e nel British Museum.

Proprio i ritrovamenti in questa zona, attraversata dal Platani che sfocia ai piedi del sito archeologico di Eraclea Minoa, lasciano immaginare che questi siano i leggendari luoghi in cui si svolsero le vicende narrate dal mito di Dedalo, ingegnoso architetto che fugge da Creta con il figlio Icaro volando con ali modellate con cera verso la Sicilia. Ma proviamo a richiamare i punti salienti di questa leggenda aiutandoci con ciò che ci raccontano Erodoto (V sec. a.C.), Diodoro Siculo e Ovidio (I sec. a.C.). Dedalo, geniale inventore e architetto greco, nel periodo in cui offriva i suoi servigi a Creta presso la corte del Re Minosse si rese complice di due gravi misfatti. Il primo: con uno stratagemma consentì a Pasifae, la moglie del sovrano, di accoppiarsi con un Toro sacro da cui nacque il mostruoso Minotauro, parte umano e parte toro, rinchiuso poi in un inestricabile labirinto progettato da Dedalo stesso. Secondo misfatto: fornì ad Arianna il celebre filo che guidò Teseo fino all’uscita del labirinto, dopo aver ucciso il Minotauro.

Quando Minosse scoprì tutto ciò, imprigionò Dedalo e suo figlio Icaro. Dedalo costruì, allora, delle ali fissando con della cera le piume degli uccelli che dal cielo cadevano nella prigione. Dopodiché lui e Icaro si levarono in volo verso la Sicilia. Icaro disubbidendo ai consigli del padre, si alzò troppo in alto: il calore del sole sciolse la cera delle sue ali e precipitò in mare. Dedalo, seppur disperato per la morte del figlio, giunse sulla costa agrigentina e qui godette dell’ospitalità del re sicano Kokalos. Il sovrano lo accolse con tutti gli onori riservati agli uomini d’ingegno celandolo per anni all’ira del re cretese. Minosse però, messosi sulle tracce di Dedalo, alla fine approdò nel regno di Kokalos presso la foce del fiume Platani, fiume allora navigabile e canale d’accesso verso l’interno. Di fronte all’imponente flotta di Minosse, Kokalos finse di acconsentire alla richiesta di consegnare Dedalo e lo invitò a ristorarsi prima nella sua reggia, a Kamikos: la leggendaria città-fortezza, forse l’odierna Sant’Angelo Muxaro, che Dedalo aveva costruito sopra un irto colle per ricambiare la benevolenza del re dei Sicani.

Giunto alla reggia Minosse trovò ristoro ma anche la morte in un bagno caldo preparato dalle figlie di Kokalos. Il corpo fu consegnato all’esercito cretese presentando la morte di Minosse come accidentale. Gli fu data degna sepoltura costruendo un imponente mausoleo. Sembra che non molto tempo dopo un cittadella di nome Minoa sorse vicino al monumento sepolcrale di Minosse e, sette secoli dopo, sulle sue rovine venne edificata dai greci di Selinunte una bella città che prese il nome di Eraclea Minoa, in memoria del mitico sovrano di Creta. Di recente, la Prof.ssa Rosa Maria Lombardo ha ipotizzato che la leggendaria Kamikos possa essere identificata nell’antico Castello rupestre del Monte Guastanella, poco distante dal borgo di Sant’Angelo Muxaro, e che la  tomba di Minosse si celi nelle viscere della fortezza. I misteri continuano.

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