Arte e Cultura

Il Telamone della Valle dei Templi di Agrigento

Nella Valle dei Templi di Agrigento, il 29 Febbraio 2024, è stato rialzato un Telamone: un gigante in tufo arenario di quasi otto metri di altezza. Il colosso è stato ricomposto e, in parte ricostruito, dopo un minuzioso e lungo lavoro effettuato sui frammenti logorati dal tempo delle gigantesche statue che nel V sec. a.C.  ornavano e sorreggevano la parte superiore del maestoso Tempio di Zeus. Il Telamone rialzato non costituisce una “anastilosi” ma un opera di “musealizzazione”: il primo tassello di un importante progetto nato per valorizzare la conoscenza del maestoso Olympieion di Akràgas, a cominciare dall’imponenza delle statue allocate lungo tutta la sua trabeazione. Per aiutarvi ad avere un quadro storico-culturale completo di questa iniziativa e di facile consultazione abbiamo ordinato per argomenti l’articolo:

Cosa significa Telamone e chi erano i Telamoni

Telamone del Tempio di Zeus – Museo Archeologico Agrigento

Per comprendere meglio il significato dei giganteschi Telamoni del Tempio di Zeus Olimpio di Agrigento bisogna attingere alla mitologia greca. Secondo il mito, prima dell’avvento degli dei Olimpici, il mondo era governato da Crono, noto per divorare i propri figli appena nati, e dai Titani: esseri dotati di forza e dimensioni ciclopiche, spesso dall’aspetto rozzo e di indole brutale. Nel momento in cui il giovane Zeus sconfisse il padre Crono, i Titani si mossero in guerra contro di lui rifiutando la nuova gerarchia divina.

Con l’ausilio dei suoi fratelli e delle altre divinità dell’Olimpo, Zeus prevalse e costrinse i giganti sconfitti a sorreggere “enormi pesi” per l’eternità. Emblematica è la figura di Atlante condannato a reggere il peso del mondo sulla propria nuca. Questi giganti piegati sotto un peso insostenibile diventarono il simbolo della potenza inarrestabile di Zeus. Un episodio mitologico che si ripropose nell’architettura greca attraverso i Telamoni: imponenti statue virili utilizzate come supporto per trabeazioni o come elementi decorativi, raffigurate nel perpetuo atto di “sorreggere un grave peso”, proprio come i monumentali Telamoni del Tempio di Zeus di Agrigento.

Il Tempio di Zeus Olimpio: dalla grandezza alla rovina

Tempio di Zeus – Ricostruzione Virtuale

L’Olympieion di Akragas, l’odierna Agrigento, era stato progettato per essere una delle meraviglie del mondo antico, un unicum sia per le colossali dimensioni, sia per l’originalità delle soluzioni architettoniche. I lavori del maestoso Tempio iniziarono all’indomani della schiacciante vittoria conseguita dagli akragantini sui cartaginesi nel 480 a.C. ad Imera: un trionfo che sanciva la supremazia politica e culturale di Agrigento e Siracusa sulla Sicilia. Una vittoria cui faceva eco quella conseguita dai Greci della madrepatria negli stessi anni: dopo l’eroico sacrificio di Leonida e i suoi 300 spartani, Temistocle inflisse una memorabile sconfitta alla flotta persiana nella battaglia di Salamina ponendo fine, sempre nel 480 a.C., alle mire espansionistiche di Serse.

In un contesto storico del genere, l’edificazione del Tempio di Zeus Olimpio di Agrigento rappresentava non solo un monumentale tributo al padre degli dei per la vittoria conseguita ma anche il suggello della supremazia della civiltà greca nel momento del suo massimo splendore. Non a caso l’Olympieion, ossia il Tempio dedicato a Zeus, si presentava con delle dimensioni davvero inusitate: m 112,70 x 56,30, ovvero con una superficie quasi doppia del Partenone e paragonabile a quella di un moderno stadio di calcio. A differenza degli altri templi eretti nella Valle, il Tempio di Zeus non era circondato da colonne libere ma era cinto da mura su cui erano addossate delle semicolonne alte circa 18 metri, sette nei lati brevi e quattordici nei lati lunghi. Tra una semicolonna e l’altra, ad una altezza circa di 11 metri, erano allocati i giganteschi Telamoni nell’atto di sorreggere l’imponente trabeazione.

Tempio di Zeus – Ricostruzione Virtuale

Per circa settant’anni i lavori di costruzione proseguirono giungendo ad una brusca interruzione nel 406 a.C. a causa della conquista cartaginese che segnò il declino della grandezza di Akràgas. La grandiosa opera rimase, dunque, incompiuta così come riportato dagli antichi storiografi Polibio e Diodoro Siculo. Come è facile immaginare, le parti costruite andarono inesorabilmente in rovina, non solo per l’azione degli agenti atmosferici ma anche per problemi statici essendo l’edificio rimasto incompiuto. Lo storico Tommaso Fazello afferma che gli ultimi avanzi eretti del grandioso Olympieion caddero a terra intorno al 1400. L’immenso campo di rovine fu infine depauperato nel primi decenni del 1700 a seguito del riutilizzo dei blocchi come massi per la realizzazione del molo di attracco di Porto Empedocle, il nuovo porto della città: l’archeologia intesa come disciplina tesa alla valorizzazione, custodia e restauro delle antichità nascerà solo alla fine del’700, fino ad allora era una consolidata prassi riutilizzare i materiali o dare nuova destinazione d’uso agli edifici antichi.

Torna in piedi un Telamone: dalla rovina alla grandezza

Telamone del Tempio di Zeus – Museo Archeologico Agrigento

Dei 38 Telamoni che dovevano sorreggere la trabeazione del maestoso Olympieion di Akràgas restarono ben pochi resti. Tuttavia, grazie all’illustre architetto, artista e archeologo Raffaele Politi, nel 1826 fu ricomposto – quasi integralmente – uno dei Telamoni superstiti: oggi lo si può ammirare in tutta la sua poderosa immanenza nella “Sala Zeus” del Museo Archeologico di Agrigento, assieme a tre teste di Telamone rinvenute nel 1928 dall’archeologo Pirro Marconi. Nel luogo in cui Raffaele Politi ricompose il Telamone fu realizzata una fedele riproduzione, a tutt’oggi adagiata tra le rovine della cella del Tempio.

Calco del Telamone esposto al Museo

A partire dal 2004 il Parco Archeologico della Valle dei Templi, in collaborazione con l’Istituto Germanico di Roma, avvia nuovi studi scientifici sui frammenti ancora esistenti e disseminati nell’area del Tempio di Zeus. Dopo un minuzioso lavoro di studio e mappatura è risultato che un Telamone presentava ancora circa l’80 per cento dei pezzi originali.

Resti del Tempio di Zeus

E’nato così un  progetto di musealizzazione volto, in primo luogo, a recuperare e rialzare “in situ” il gigante di pietra: la più grande statua dell’antichità in Sicilia e tra le più grandi opere realizzate dall’arte greca. Per consentirne la visione d’insieme, i blocchi originali sono stati integrati da una ricostruzione delle parti mancanti. Parti realizzate sempre in tufo ma in modo tale da risultare sempre distinguibili dai blocchi originali. Il Telamone è stato alloggiato in un particolare prisma metallico realizzato in acciaio Cor-Ten, un materiale assai  apprezzato da architetti e ingegneri sia per la sua robustezza e resistenza agli agenti atmosferici, sia per la sua capacità di “autoproteggersi” creando in pochi mesi una patina superficiale color rosso-bruno: una caratteristica che in questo caso renderà presto il prisma coerente con il contesto paesaggistico della Valle dei Templi.

Telamone rialzato “in situ”- Valle dei Templi

Il prisma ripropone nei volumi la superficie su cui era addossato il Telamone e la cornice del tempio da esso sorretta. Dal prisma fuori escono delle piastre circolari che, seguendo la disposizione dei blocchi, non solo offrono una visione completa della statua, ma distribuiscono anche l’enorme peso dei pezzi. Questa soluzione armonizza, dunque, diverse esigenze, inclusa la sicurezza e la stabilità della struttura. In definitiva, dopo venti anni di studi, ricerche e lavori il “gigante di pietra” dell’antica Akragas si è rialzato: giusto in tempo per accogliere i visitatori di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 di cui ne è anche simbolo.

Dove si trovano i Telamoni

Il Telamone recentemente ricomposto e rialzato si trova, come mostra la mappa, sul lato nord del Tempio di Zeus all’interno della Valle dei Templi. Poco distante da esso, adagiato nell’area corrispondente alla cella interna del Tempio, si trova il calco del Telamone originale conservato all’interno del Museo Archeologico ‘Pietro Griffo’. Di seguito trovate la mappa completa interattiva dei luoghi in cui poter ammirare i Telamoni del Tempio di Zeus di Agrigento.

Mappa dei Telamoni - Valle dei Templi e Museo

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