Storia e Natura

La Masseria Agnello

Da ottocentesca Masseria di campagna dei Baroni Agnello a oasi di relax immersa nella natura. Il retaggio di un nobile passato diventa moderno comfort nel rispetto dell’identità di una antica dimora situata sopra una fertile collina rivolta al mare della Scala dei Turchi. Siamo a Realmonte nella Masseria Agnello, relais inaugurato nel 2015 dopo un attento restauro che ha restituito nuovo splendore ad un luogo ricco di storia. Il diario di questa rinascita è avvincente e intimamente legato alla baronia degli Agnello, nobile famiglia Toscana giunta in Sicilia nel medioevo. Gli Agnello di Sicilia discendono dal fratello di Giovanni dell’Agnello che fu Doge di Pisa intorno al 1250. Siamo nel periodo delle Repubbliche Marinare e Pisa è tra le più ricche e potenti città-stato. Come Venezia e Genova anche Pisa espande nel mediterraneo la propria influenza commerciale e la Sicilia diventa per i pisani uno snodo fondamentale per le sue risorse, la fertilà e la sua posizione strategica.

Gli Agnello sono abili commercianti e imprenditori, fanno a parte di quell’aristocrazia dinamica e produttiva che ama farsi strada non solo in virtù del lignaggio ma anche per la forza delle braccia e delle idee. Nel XIV secolo un ramo di questa famiglia si stabilisce a Mistretta, sui monti Nebrodi, nell’attuale provincia di Messina e poi nel’600 si trasferiscono a Cefalù, dove furono subito inscritti nella Mastra nobile. Giuseppe Pitrè, insigne storico siciliano dell’800, nei suoi volumi riporta alcuni cenni archivistici della baronia degli Agnello osannata a Cefalù perché capace di porre fine alla carestia dando notevole impulso alla produzione agroalimentare e ittica che assicurò stabilità economica e prosperità all’intero comprensorio. Alla fine del ‘700 il ramo principale della famiglia Agnello, investito dei titoli di Barone di Sagneferi e di Lorito si trasferì a Siculiana, nel territorio di Agrigento. Stefano Agnello, figlio del barone Francesco di Cefalù, si innamora di una ricca possidente siculianese, Caterina Alfani, con la quale convola a giuste nozze.

Da questo matrimonio nacque nel 1815 Nicolò Agnello: padre di Francesco Agnello, ultimo dei baroni, che visse per la maggiore parte della sua vita nel palazzo baronale di Siculiana amministrando uno dei feudi più grandi e produttivi della costa sud della Sicilia: il Feudo di Fauma. Una vastissima tenuta rinomata per la produzione di vino, cereali, miele ma soprattutto per l’eccellente olio extravergine d’oliva. All’interno di questo vasto latifondo sorgeva l’antica Masseria Agnello, cuore pulsante di un’area dalle caratteristiche produttive uniche. Il Feudo di Fauma sorge, infatti, su un altopiano a 300 m sul livello del mare, quello della Scala dei Turchi, ma riparato tutt’intorno da colline: una condizione che garantisce un micro clima ideale alla zona poiché l’esposizione al sole e l’ottima ventilazione rendono naturalmente salubri e di elevata qualità le produzioni agroalimentari. I proprietari della odierna struttura ricettiva hanno ricostruito, con sapiente maestria, la casa del Massaro, le abitazioni dei contadini e i ricoveri degli animali della Masseria che appartenne al Barone Francesco Agnello. Gli antichi fabbricati sono stati ristrutturati con i materiali tipici della zona, come il cotto e la pietra gessosa bianca.

Gli arredi, curati e raffinati, richiamano la casa di campagna dei nobili siciliani della fine dell’800, rivisitata in chiave moderna con pezzi di antiquariato accostati a ceramiche tipiche del territorio, a moderni dipinti e a pregiati complementi di arredo. Le parti comuni sono stati ricavati nei volumi del corpo centrale della casa del Massaro.

Le camere, invece sono state ricavate nel piano nobile della casa. Nel piano inferiore si trova un locale dedicato alla degustazione di olio biologico extravergine di oliva e di miele biologico di ape nera sicula: due autentiche delizie prodotte, oggi come allora, dalla Masseria Agnello.

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