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Magna Via Francigena: le tappe

Un modo inconsueto per scoprire la Sicilia è la Magna Via Francigena. Un cammino da Palermo ad Agrigento solcato per millenni da viaggiatori e pellegrini. Questo antico percorso lungo 183 km si snoda fra natura e storia, paesaggi che ieri come oggi conducono ad una dimensione del viaggio dal gusto genuino. La Magna Via Francigena collega la Cattedrale di Palermo alla Cattedrale di Agrigento, attraversando tre province e coinvolgendo i comuni agrigentini di Cammarata, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina, Racalmuto, Grotte e Joppolo Giancaxio. Prima di scoprire alcune delle attrazioni che vi aspettano lungo questo cammino, ripercorriamone insieme l’affascinante storia.

Magna Via Francigena, la storia di un Cammino

Già utilizzata dai Greci per la sua funzione strategica, fu con i Romani che il cammino Agrigentum-Panormus assunse pienamente la forma di percorso: ne è testimonianza il miliarium nei pressi di Corleone, la sola pietra miliare esistente lungo il cammino di Sicilia. Con la dominazione Bizantina, la via francigena fu riconosciuta come odos basiliké, la via reale, controllata e percorsa dalle più alte cariche del dominio. Panormus divenne Balarm con il dominio musulmano e fu collegata ad Agrigento, la nuova Kirknt, attraverso il tarik al askar, la via degli eserciti, ad indicare l’antico percorso tra le due roccaforti. L’arrivo dei Normanni confermò l’utilizzo strategico della via, lungo la quale furono costruite centinaia di chiese ed abbazie, nell’intento di riconvertire il popolo al cristianesimo. Fu infine intorno al XII sec. che, sotto la corte di Costanza d’Altavilla, madre di Federico II di Svevia, si ebbe la prima traduzione in Viam Magnam Francigenam Castrinovi, denominazione utilizzata per tutto il Medioevo.

Una via francigena di fama e importanza minore rispetto a quella che da Canterbury ha condotto per secoli i pellegrini verso Roma, con una storia forse meno religiosa, ma con una valenza storica cruciale per i collegamenti e le contaminazioni culturali dal Tirreno al Mediterraneo.

Oggi la Magna Via Francigena è un percorso naturalistico, spirituale, di avventura e di scoperta che continua a percorrere le antiche “Regie Trazzere” (catalogate dai Borboni sul finire del XIX secolo) per unire il capoluogo palermitano con la costa agrigentina, in un cammino nell’entroterra capace di mostrare l’essenza autentica di una Sicilia antica ed affascinante.

Le tappe della Magna Via Francigena

Suddiviso in 9 tappe da circa 20 km ciascuna, giunge alla provincia agrigentina dopo aver attraversato le mete di Palermo, Santa Cristina Gela e Piana degli Albanesi, Corleone, Prizzi e Castronovo.

Il cammino agrigentino inizia con l’ascesa verso i paesi di Cammarata e San Giovanni Gemini, dei presepi alle pendici dell’omonimo Monte. Ad accogliere i pellegrini, tra murales colorati e fichidindia, vi è l’antico Castello Normanno con i ruderi della sua torre. Il percorso interno al paese di Cammarata, per le strette e caratteristiche vie del centro storico, conduce poi alla vicina San Giovanni Gemini, più moderna e ricca di attrazioni. Una recente variante porta i pellegrini a scoprire l’antico Eremo della Quisquina, in un percorso tra i boschi e la riserva dei Monti Sicani. Già nel territorio di Santo Stefano Quisquina, l’Eremo sorge nelle prossimità della grotta in cui si rifugiò per gran parte della sua vita Santa Rosalia, la venerata  patrona di Palermo.

Il ritorno in cammino in direzione Agrigento vede la tappa nissena di Sutera per poi ritornare alle volte della provincia agrigentina con il comune di Racalmuto, la città del famoso scrittore Leonardo Sciascia. Quest’ultima città incanta per la varietà delle sue chiese, per la caratteristica fontana «Novi Cannola» e, ovviamente, per il suo Castello Chiaramontano. Il percorso verso la penultima tappa prevede l’attraversamento della vicina Grotte, la scalata verso Comitini e l’attraversamento della caratteristica Aragona: la città fondata nel 1600 dai Principi Naselli ricca di chiese e monumenti. Il tutto in direzione della successiva meta: la piccola cittadina di Joppolo Giancaxio, dalla caratteristica piazza centrale ed impreziosita, appena in periferia, dal restaurato Castello Ducale Colonna. Gli ultimi km di cammino vedono un alternarsi di campagna siciliana, attraversata dal fiume Akragas, e di percorsi giallo tufo, in un’ultima ascesa verso la magnifica Cattedrale di San Gerlando, che si erge sul Colle di Girgenti dal quale da nove secoli domina il centro storico di Agrigento. Si giunge così ad Agrigento lungo un percorso affascinante, per conoscere l’essenza della Sicilia, in un cammino di bellezza ed emozione.

Così lo raccontava, ai tempi della sua “apertura”, Davide Comunale, Ricercatore Archeologo e Presidente dell’Associazione Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia: «Il percorso tocca tutta una serie di piccoli centri dove fino a qualche anno fa sarebbe stato difficile pensare di portare qualcuno a camminare. È un percorso che cerca di ritrovare un po’ le origini della nostra storia normanna e il nostro rapporto tra le componenti arabe e musulmane. Chi arrivando dall’estero o dal Nord Italia si è ritrovato a camminare nel nostro percorso si è stupito nell’incontrare dei paesaggi che erano fuori dalle loro aspettative. I cammini francigeni sono cammini di resistenza, la resistenza della gente che vuole far conoscere il meglio del proprio territorio e investe energie perché ci crede».

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